Aggiornamento Class Action Veneto Banca e BPV

In data 11.7.2017 lo Studio Legale Treviso Calvetti ha ricevuto dall’Ombudsman n. 5 decisioni favorevoli per i propri clienti.

Redazione

Nel 1993, utilizzando il consolidato modello del mondo anglosassone, nasce l’Ombudsman – Giurì Bancario, collegio il cui scopo è garantire ai clienti delle Banche un organismo cui rivolgersi gratuitamente per la composizione di vertenze nei confronti degli Istituti di credito.
L'attività dell'Ombudsman - Giurì Bancario è cessata nel 2017 quando ha preso avvio l'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) gestito dalla Consob, organismo presso il quale possono essere presentati gli stessi ricorsi che i clienti degli intermediari finanziari avrebbero potuto proporre all'Ombudsman - Giurì Bancario.
La competenza dell’Ombudsman era infatti quella di decidere su controversie aventi ad oggetti vicende relative all’intermediazione finanziaria fino ad una richiesta di risarcimento dal valore massimo di € 100.00,00.
È necessario ricordare che la decisione dell’Ombudsman è motivata ed è vincolante per l’intermediario nei confronti del quale è pronunciata.
Qualora l’intermediario non si conformasse alla decisione presa dall’Ombudsman, questo assegna un termine per provvedere, decorso inutilmente il quale, l’inadempienza verrebbe resa nota mediante pubblicazione, a cura e spese dell’intermediario, in un quotidiano a diffusione nazionale.
 
In data odierna, 11.7.2017, lo Studio Legale Treviso Calvetti ha ricevuto dall’Ombudsman n. 5 decisioni favorevoli per i propri clienti.
Nonostante il collegio decida solo sulle risultanze documentali, senza indagare quindi oltre gli aspetti formali, è stato riconosciuto un risarcimento pari al 100 % dell’importo investito in occasione dell’aumento di capitale 2014.
La ragione è da ricercarsi nel fatto che gli azionisti – risparmiatori erano stati spinti dalla Banca ad investire in azioni dalla stessa emesse superando abbondantemente il limite di concentrazione dei prodotti finanziari detenuti in portafoglio.
In altre parole, i soggetti detenevano un numero di azioni illiquide BPV o VB superiore a quanto “adeguato” rispetto al loro profilo.
È necessario considerare che, a fronte dell’azione invasiva delle Banche numerosissimi soggetti si trovano in questa situazione, detenendo patrimonio del tutto o quasi composti da azioni e titoli BPV.
Alla luce di ciò commissari liquidatori nell’ambito della procedura di Liquidazione Coatta Amministrativa saranno obbligati a tenere conto nella valutazione delle insinuazioni non solo delle decisioni, come detto vincolanti, ma anche delle valutazioni e delle risultanze offerte tanto dai Giudici togati, quanto dall’ Arbitro Controversie Finanziarie Consob e dal collegio Ombudsman.
Tali dati saranno infatti fondamentali per la corretta valutazione dei crediti risarcitori dei numerosi azionisti truffati.
Il consiglio per tutti i soggetti che riponendo i propri risparmi e le proprie speranze nei prodotti BPV e VB hanno visto scomparire il proprio patrimonio è quindi quello di proporre domanda di insinuazione al passivo con la quale ottenere il giusto risarcimento per i propri danni.